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INTERNET COME NUOVO MASS MEDIA
Un dato ormai acquisito è la qualificazione della Rete come mezzo di
comunicazione di massa ovvero come “ mezzo di comunicazione con il pubblico, il
quale risulta – indipendentemente dalla ragione e finalità della sua adozione -
obbiettivamente idoneo a far conoscere indiscriminatamente alla massa
indeterminata di possibili acquirenti ed utenti il nome, l’attività ed il prodotto di
un’azienda, restando irrilevante che detto mezzo assolva pure una funzione
reclamistica o propagandistica”. Da ciò deriverebbe che qualsiasi utilizzazione della
Rete diretta a promuovere la vendita di beni e servizi deve qualificarsi come
“pubblicità”.
Non si possono, tuttavia, ignorare le caratteristiche della Rete che la differenziano in
maniera sostanziale dai tradizionali mezzi di comunicazione di massa, rendono
estremamente difficoltosa l’applicazione ad Internet delle norme esistenti.

Anzitutto, rispetto agli altri mass-media la Rete garantisce una duplice forma di
comunicazione ovvero punto-punto (come nel caso della posta elettronica) e puntomultipunto
(come nel caso del pagine Web), la qualcosa determina una peculiare
relazione fra mittente e destinatario della comunicazione on-line. Il cyber-utente,
infatti, può ricercare e selezionare all’interno della Rete i dati che gli interessano,
escludendo le informazioni ricevute che non siano di suo gradimento. In tal modo il
consumatore acquista un vero e proprio potere di autodifesa che gli consente di
reagire tempestivamente a comportamenti percepiti come aggressivi ed evitare forme
di manipolazione tipiche della pubblicità tradizionale. L’utente della Rete,
interagendo in tempo reale con il mittente del messaggio si trasforma, quindi, da
soggetto passivo in soggetto agente della comunicazione.

Inoltre, lo scambio di informazioni fra gli utenti della Rete è rappresentato sia dai dati
che vengono volontariamente trasmessi dal mittente al destinatario che da quelli
inconsapevolmente disseminati nel “cyberspazio” da coloro che vi navigano (le cd.
“informazioni di ritorno”). Le informazioni di ritorno, interpolate fra loro, consentono
di individuare, con relativa certezza, il profilo del soggetto virtuale con cui ci si
relaziona, trasformando Internet in un efficientissimo strumento di one to one
marketing. Quanto sopra determina l’inevitabile rischio per i cyber-utenti di subire
una pericolosa intrusione nella propria sfera privata e la necessità per l’ordinamento
statale di intervenire a tutela della riservatezza dei membri della Cybercommunity.
Pertanto, il tema della tutela della privacy dei consumatori, che non è affatto nuovo,
con riferimento alla comunicazione commerciale online assume una singolare
rilevanza proprio in ragione delle specifiche caratteristiche del nuovo mezzo.
Ulteriore difficoltà all’estensione alla Cybercommunity delle regole poste
dall’ordinamento statale deriva dal carattere transnazionale ed “a-giurisdizionale”
della Rete ovvero dalla sostanziale irrilevanza della localizzazione geografica delle
relazioni all’interno del Cyberspazio e ciò in contrasto con l’efficacia sostanzialmente
territoriale della legge statale.
Pertanto, la qualificazione di Internet come nuovo mezzo di comunicazione di massa,
sebbene necessaria per inquadrare il fenomeno in esame, non è, tuttavia, sufficiente a
dare una risposta convincente ai numerosi quesiti sollevati dalle nuove tecnologie così
come qui di seguito meglio illustrato.
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